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Civitacampomarano

Civitacampomarano nascosto tra gli Appennini molisani si svela come un borgo dalle dualità affascinanti. Il borgo minacciato dallo spopolamento e dal territorio franoso manifesta il fascino inconfondibile delle sue strade piene di murales. La storia di Civitacampomarano è intrecciata con la street art grazie a un progetto artistico inaspettato. Nel 2014, Ylenia Carelli, Presidente della Pro Loco “Vincenzo Cuoco,” invita l’artista Alice Pasquini a dipingere i muri del centro storico, ormai in gran parte disabitato. Alice, ambasciatrice della street art italiana, ha accolto l’invito, dando inizio a una collaborazione che ha trasformato il paese. Civitacampomarano e i murales Le opere di Alice Pasquini, ispirate a fotografie d’epoca, rendono omaggio alla storia di Civitacampomarano. Dipinte su vecchie porte, questi murales evocano l’essenza di un passato che ancora vive nei ricordi. Il progetto è cresciuto, coinvolgendo l’intera comunità e diventando un motivo di orgoglio. Il legame di Alice con Civitacampomarano è anche personale, poiché il paese è il luogo di nascita di suo nonno. Questo connubio tra arte e radici familiari ha trasformato il progetto in un viaggio nella memoria, un modo per connettere passato e presente. Civitacampomarano e il Cvtà street fest Da questa combinazione di coincidenze è nato il “Cvtà Street Fest” Il nome, tratto dal dialetto locale, simboleggia l’abbraccio tra tradizione e innovazione, passato e futuro. Il festival ha coinvolto tutta la comunità, con gli abitanti che hanno offerto i luoghi più belli per gli interventi artistici. Molti artisti sono stati invitati a dipingere i muri di Civitacampomarano, lavorando in collaborazione con gli abitanti. Il festival è diventato un evento atteso, attirando l’attenzione della stampa nazionale e consolidando l’idea che l’arte possa essere una potente strategia contro l’abbandono e il degrado. Civitacampomarano, con il suo Street Fest, offre ai visitatori un’esperienza unica. Ogni murale racconta una parte della storia del paese, dalla sua antica grandezza alla lotta contro il declino. Le strade del borgo sono un museo a cielo aperto, dove la street art si fonde con la storia e la vita quotidiana. Cvtà diventa così un tassello importante nel mosaico del Passaporto del Molise, un invito a esplorare non solo le bellezze naturali, ma anche le testimonianze vibranti di comunità resilienti. Civitacampomarano apre le sue porte, non solo come destinazione turistica, ma come esperienza unica di rinascita attraverso l’arte e la condivisione. Un viaggio che non solo guarda al passato ma con la street art, dipinge un futuro vibrante per la rete dei borghi del Molise e del Passaporto. Luoghi di interesse a Civitacampomarano Nella parte più alta fa bella mostra di sé il Castello Angioino, di recente restauro Altra peculiarità del paese è quella di presentare, nella parte bassa, un cimitero napoleonico, uno dei pochi esempi rimasti nel centro e Sud Italia Da vedere, ancora, le Chiese di Santa Maria Maggiore, San Giorgio Martire e Santa Maria delle Grazie Degne di menzione sono, poi, le case di due illustri personaggi molisani nati a Civitacampomarano: Vincenzo Cuoco, storico e uomo politico facente parte del Governo della Repubblica Partenopea e Gabriele Pepe, patriota e letterato Parco Vallemonterosso con annessa area attrezzata Lo sapevi che… La statua raffigurante San Giorgio Martire situata nell’omonima Chiesa pesa circa 400 kg? Lo sapevi che con il Passaporto del Molise puoi ottenere tanti premi, gadget e sconti? RICHIEDILI QUI

larino, i 10 siti archeologici da scoprire in Molise

Cosa vedere a Larino: guida completa + esperienze autentiche in Molise

Nel cuore del Molise, Larino è una città che sorprende per la sua storia millenaria e le sue tradizioni ancora vive. Antica capitale dei Frentani e poi municipium romano, oggi è uno dei borghi più autentici dove vivere il turismo lento. Qui puoi passare in pochi minuti: da un anfiteatro romano perfettamente conservato a una festa popolare tra le più spettacolari d’Italia Larino non è solo da visitare: è da vivere. Cosa vedere a Larino Anfiteatro Romano e Parco Archeologico Uno dei simboli della città, testimonianza della grandezza di Larinum in epoca romana. Qui si percepisce ancora la vita pubblica dell’antica città. Cattedrale di San Pardo Capolavoro gotico con un magnifico rosone a tredici raggi, custodisce opere di artisti come Solimena e Ribera. Centro storico e Palazzo Ducale Passeggiando tra i vicoli si arriva al Palazzo Ducale, oggi sede del municipio e del Museo Civico, dove si racconta la storia della città. Villa Zappone Area archeologica immersa nel verde, ideale per una visita rilassata tra storia e natura. Esperienze da fare a Larino La Carrese di San Pardo La festa patronale, che si svolge il 25, 26 e 27 maggio, è una delle manifestazioni più spettacolari del Molise. Oltre 120 carri trainati da buoi, decorati con fiori di carta realizzati a mano, attraversano la città in una processione unica. Il Carnevale di Larino Considerato uno dei carnevali storici d’Italia, è caratterizzato da grandi carri allegorici in cartapesta che rappresentano temi contemporanei con ironia. Tradizioni e artigianato locale Larino è famosa per la lavorazione dei fiori di carta e per le tradizioni tramandate da generazioni, visibili soprattutto durante le festività. Esperienze con il Passaporto del Molise Attraverso il Passaporto del Molise è possibile vivere il territorio in modo più autentico, partecipando ad attività locali e raccogliendo timbri nei luoghi simbolo. Scopri come funziona Cosa mangiare a Larino Larino è rinomata per le sue tradizioni che attirano migliaia di visitatori. La processione in onore di San Pardo, la tavolata di San Giuseppe e i carri allegorici del Carnevale sono eventi imperdibili. Il Carnevale è considerato uno dei più storici in Italia, con carri che satirizzano politici, personaggi dello spettacolo e temi contemporanei. Durante il Natale, il centro storico si illumina con luminarie musicali, creando un’atmosfera magica. La tradizione gastronomica locale offre piatti tipici legati alle festività e alla cucina contadina: maccheroni di San Giuseppe caragnoli càveciune olio extravergine di oliva Scopri i ristoranti Eventi Speciali a Larino Larino è un buon punto di partenza per esplorare il territorio circostante: Termoli – borgo marinaro e spiagge Lago di Guardialfiera – natura e panorami Casacalenda – oasi naturalistiche Scopri altri itinerari Eventi da non perdere Carnevale di Larino Festa di San Pardo (25–27 maggio) Fiera d’Ottobre Luminarie natalizie Calendario eventi Prossimi eventi Qui vengono mostrati prossimi eventi a Larino. Se non ci sono prossimi eventi consulta l’archivio dei prossimi eventi in Molise 

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Lucito

Lucito Incastonato tra le verdi colline che sovrastano il fiume Biferno, in un paesaggio che esprime il perfetto connubio tra interventodell’uomo e natura, sorge Lucito. Famoso per aver dato i natali al più famoso artista molisano Antonio Pettinicchi, i cui capolavori sono esposti anche in alcuni dei musei più importanti del mondo come gli Uffizi di Firenze e il British Museum di Londra. Lucito è il paese dell’arte, vanta la presenza di tre musei e una pinacoteca e da qualche anno è diventato “il paese dell’amicizia poetica” essendo lo scenario di un concorso nazionale di poesia. Luoghi di interesse Pinacoteca Comunale Antonio Pettinicchi; Chiesa Madre di San Nicola di Bari e museo parrocchiale; Chiesa di San Rocco; Museo del Maggio; Museo dell’arte contadina; Ricorrenze 1 Maggio festa di “Majje Dde le Defenze” 12 Maggio Festa Patronale San Nicola di Bari; 16 Agosto festa di San Rocco; 19 Marzo Festa di San Giuseppe. Lo sapevi che… In pochi conoscono una macabra curiosità di Lucito: sotto l’altare della Chiesa Madre sono state rinvenute delle sepolture, gli scheletri sono perfettamente accomodati su delle sedute in pietra, tranne uno che si trova su una sedia. Si pensa che i corpi appartengano a degli ecclesiastici importanti, dei preti, mentre quello sulla sedia probabilmente non aveva ancora ricevuto il sacramento dell’ordine. La scena è completamente visibile attraverso una botola di vetro e un sistema di specchi sotto l’altare. La festa più curiosa ed affascinante è sicuramente quella del primo maggio chiamata “Majje Dde le Defenze” rito pagano antichissimo che celebra l’arrivo della bella stagione. Attorno ad un pagliaio addobbato di fiori e piante colorate che gira libero per il paese grazie ad un uomo che si trova al suo interno; un gruppo di ragazzi e ragazze con i costumi tipici, suona, balla e intona il canto nel dialetto locale. Potrebbe interessarti anche: I 10 eventi più suggestivi del Molise oppure I 20 castelli da scoprire in Molise Vorresti scoprire tutti gli itinerari possibili con il Passaporto? CONTINUA IL TUO VIAGGIO Vorresti raccontarci una esperienza o un evento che dovremmo assolutamente inserire nel sito? CONTATTACI

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Guardiaregia

Guardiaregia nell’antichità si chiamava Guardia di Campochiaro , notizie precise sul luogo si hanno solo verso il 1500; nei testi si parla di un avamposto protetto che, però, è andato distrutto con il terremoto del 1805. Con certezza si sa che, al tempo dei Longobardi, fece parte della Contea di Bojano; per volontà dei Conti del Molise stette sotto il dominio di Guglielmo di Sessano. A questi seguirono i Pandone prima ed i Di Capua poi. Oggi il paese è localizzato su un costone da cui si vede scorrere il torrente Quirino. Sulla parte alta vi è la chiesa di San Nicola, edificio più importante, a valle quella di Santa Maria a Nives. Tante, inoltre, sono le storie di brigantaggio legate alle zone del comune. Come raggiungere Guardiaregia Da Campobasso: Percorrere la Strada Statale 87 direzione Benevento, prendere la SS 17 e continuare in direzione di Guardiaregia Da Termoli: Seguire la direzione per Campobasso prendendo la SS 87 (strada statale Bifernina) e continuare sulla SS 647 direzione Benevento e successivamente prendere la SS 17 e proseguire fino al comune di Guardiaregia. Da Roma Dall’autostrada del Sole A1 uscire a San Vittore, direzione Isernia-Campobasso, raggiungere la SS 17 seguendo il cartello Campobasso e alla rotonda proseguire per la SP 164 in direzione di Guardiaregia. Luoghi di interesse a Guardiaregia A Guardiaregia si rimane affascinati dalle sue bellezze naturali, i boschi e le grotte, la cascata di San Nicola e il canyon del Quirino. Sono preziose perle naturali, che fanno parte di una delle più grandi oasi del WWF in Italia, la seconda oasi più grande italiana per estensione. Lo sapevi che… Nel 1997, grazie ad una collaborazione stipulata con il WWF Italia, è stata costituita nel territorio comunale di Guardiaregia un’oasi naturale. è la seconda più grande oasi italiana per estensione. Ti potrebbe interessare anche: Fiumi, laghi e cascate da scoprire assolutamente in molise  Le 5 cose che devi assolutamente fare in Molise Lo sapevi che il Passaporto del Molise è la tua per uno Slow Travel in Molise? INIZIA IL TUO VIAGGIO

Vastogirardi

Vastogirardi è un paese dell’Alto Molise rinomato per il suo antico borgo, si sviluppa a ridosso della collina, dominata dal Castello e dal complesso ecclesiale di San Nicola di Bari. Il Castello, la Chiesa e il borgo storico sono circondati da imponenti mura che, con i vicoli stretti e tortuosi, raccontano il passato medievale del borgo. Inoltre Vastogirardi è il luogo perfetto per immergersi nel verde grazie alla Riserva Naturale di Monte di mezzo e alle numerose sorgenti che alimentano il fiume Trigno. Il borgo conserva l’impianto medievale per mille anni, sebbene alcuni archi caratteristici siano andati perduti. Tra i suoi tesori si trova Montedimezzo, parte di una Riserva Naturale Orientata UNESCO. Le frazioni di Villa San Michele e Cerreto, fondate nell’Ottocento, ampliano la bellezza del territorio. Vastogirardi, terra ideale per l’allevamento e la transumanza, ha una ricca tradizione casearia con caciocavalli, mozzarelle e altre delizie. Le eccellenti patate e i rari “ciliegini di Vastogirardi” sono protagonisti delle tradizioni gastronomiche. Erbe spontanee come l’aglio “ursino”, gli orapi e i prelibati funghi prugnoli arricchiscono la cucina locale. I sentieri tra prati, arbusti e boschi invitano a esplorare la natura generosa. In stagione, la raccolta di “pelosine” (uva spina) e frutti di corniolo aggiunge un tocco speciale. Vastogirardi, autentico scrigno di tradizioni e sapori, accoglie i visitatori in un viaggio attraverso il tempo e la natura, promettendo un’esperienza unica nel cuore del Molise. Come raggiungere Vastogirardi Da Campobasso: Prendi SS87 Sannitica/Strada Statale 17, Continua su SS87 Sannitica/Strada Statale 17. Prendi S$S650 in direzione di SP82 a Provincia di Isernia. Prendi SP82 dir in direzione di Vastogirardi. Da Isernia: Prendi Strada Statale 17, in direzione di SP82, prendi SP82 dir in direzione Vastogirardi. Luoghi di interesse Castello Borgo di Vastogirardi; Riserva Naturale di Montedimezzo Lo sapevi che… Dal 1911 a Vastogirardi va in scena una delle tradizioni popolari religiose più suggestive del Molise: il rituale de “Il Volo dell’Angelo”. Una bambina del paese, a circa 40 metri di altezza effettua il cosiddetto volo, una traversata tra la facciata della casa e della chiesa, posta difronte, fino alla statua della Madonna. Vorresti scoprire tutti gli itinerari possibili con il Passaporto? RACCOGLI TIMBRI

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Spinete

Spinete è un comune di origine medievale. Il vecchio nome “Terra de Le Speneta” ben simboleggia la sua origine selvaggia: nei secoli si passa da rovi e boschi a campi lavorati e abitazioni. Il borgo storico, con i suoi vecchi palazzi signorili, le piazzette e le sue antiche chiese, oggi è scenario di eventi musicali, artistici e ricreativi sempre più apprezzati. Cosa vedere a Spinete? Gli antichi sentieri verso le molte borgate intorno al paese, insieme a tutto il loro patrimonio rurale e popolare, sono stati recentemente valorizzati per offrire un’esperienza fatta di agreste bellezza, storia, cammino e natura con panorami magnifici di fronte al Matese Uno dei luoghi di maggior interesse del paese è il caratteristico Palazzo Marchesale, castello intorno al quale Spinete si è formato. Si tratta di una piccola fortezza che divenne residenza signorile di proprietà della famiglia Imperato. La sua reggia quadrangolare conserva una corte interna, che è delimitata duna serie di arcate che sostengono il loggiato. In alto, sul lato destro del porticato, è visibile la figura di una Irena con doppia coda scolpita nella pietra, risalente al XVII secolo. L’immagine è in posizione frontale con le braccia che sollevano le due code squamose; un fiore traforato raffigura l’ombelico, mentre i bellissimi capelli ricci sembrano richiamare le onde del mare. Al secondo piano si trova un largo terrazzo che dà sul lato sud del castello all’interno del giardino pensile, la presenza di tracce di affreschi rovinati e la torre dimezzata fanno pensare alla distruzione della parte più alta. Come raggiungere Spinete Da Campobasso: prendi Strada Statale 17 in direzione Bojano. Esci da! strada statale 17 al bivio Bojano. Svolta a destra su strada. provinciale 68. in direzione Spinete. Proseguire per circa 8 Km. Da Isernia: prendi Strada Statale 17 in direzione Bojano da strada statale 17 al bivio Bojano. Svolta a destra su strada provinciale 68 in direzione Spinete. pel per circa 8 Km. Luoghi di interesse PALAZZO MARCHESALE CHIESA SANTA MARIA ASSUNTA CAPPELLA S. GIOVANNI BATTISTA SENTIERI: TERRA DE LE SPENETA Lo sapevi che… Le Capitolazioni di Spinete si pongono fra gli esempi molisani più antichi ancora conservati e sono pervenute attraverso una copia raccolta in un quaderno pergamenaceo (A.C. Spinete, n.1/1) datato all’ 11 settembre 1523 e contenente 26 capitoli, e diverse grazie e immunità (o franchigie) concessi alla Università di Spinete dal feudatario Luigi Alfonso Trossa (o Trosso)/ Si tratta di una importante fonte documentaria e archivistica per ricostruire la vita storica e sociale della comunità di Spinete agli inizi del XVI secolo. I Capitolati o “Antichi Statuti di Libertà”, come sono stati definiti dagli studiosi, sono speciali accordi o contratti scritti tra il feudatario locale e il Sindico dell’Università. Il nome di Capitolati deriva dalla suddivisione del testo in apposite parti o capitoli, atti a regolare i vari aspetti della vita quotidiana e i rapporti con il signore. Vedi anche approfondimenti su Turismo in Molise Lo sapevi che il Passaporto ti guida nella scoperta dei borghi del Molise? INIZIA IL TUO VIAGGIO

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Duronia

L’odierna Duronia era denominata fino alla metà del XIX secolo ”Civitavecchia” . Fu il Consiglio Comunale del 1875 a chiedere al Governo di mutarne il nome con quello di Duronia. La morfologia dell’area è molto particolare. L’elemento accentratore è il tratturo Lucera – Castel di Sangro che attraversa l’abitato di Duronia. Gli altri elementi che si ‘evidenziano sono tre alture che costeggiano il tratturo. Attualmente è solo. possibile seguirne l’andamento ed immaginare come le mura procedevano nel cingere l’altura. L’ultimo elemento che si evidenzia è la rupe situata sulla Civita di Duronia. Il “Gigante”, come è denominata la rupe dalla popolazione locale, ha il profilo di un maestoso volto dalle sembianze umane che rimanda l’osservatore a scorci unici del paesaggio molisano. Come raggiungere Duronia Da Campobasso: tramite S$S747, Prendi Tangenziale Ovest di Campobasso, segui Strada Provinciale 160 Fondovalle del Rivolo, Strada Statale ‘647 Fondo Valle del Biferno in direzione Pietracupa fino a Duronia Da Isernia: prendi C.so Giuseppe Garibaldi in direzione di Strada Statale 17 prosegui in direzione di SP Civitanova Frosolone a Civitanova del Sannio. Prendi l’uscita verso Civitanova del Sannio da SS650 fino Duronia Itinerari possibili Baranello– Colle d’Anchise – Frosolone – Spinete – Torella del Sannio Luoghi di interesse La Civita, colle di particolare | pregio naturalistico e paesaggistico antistante il paese di Duronia, ospita, su una delle sue tre creste rocciose, una particolarissima rupe tradizionalmente denominata ”Il Gigante”, Osservata dal lato sud orientale della Civita stessa, la rupe assume il profilo di un’ maestoso volto dalle sembianze umane rivolto verso il cielo, partendo dall’alto si possono distintamente riconoscere la fronte, l’arcata sopraccigliare, le palpebre, le labbra e il mento: un singolare valore scenico e panoramico che sorprende e incanta l’osservatore. Il paese di Duronia, separato dal Colle della Civita dal percorso tratturale Castel di Sangro -— Lucera, si eleva su un’altura di fronte alla rupe del Gigante. La parte più alta è San Tommaso in località La Terra, dove sorge la parte più antica del paese, e si presenta come una terrazza sul Molise. Un belvedere circondato da rocce da cui è possibile osservare diversi paesi della regione, in particolare quelli dell’alto Molise. Situata a 918 metri s.l.m., nella parte più nord-occidentale della Civita Superiore affiora dal terreno una cinta di pietre ad opera poligonale la cui parte visibile si sviluppa per una lunghezza di 140 metri. La cinta regge un terrapieno che si erge fino a 1 metro in su un ripido pendio. Presumibilmente l’abitato fortificato sannita occupava tutta la sommità della rupe della Civita. La riscoperta di sorgenti naturali, dove l’acqua e l’aria incontaminate permettono una piacevole visita. A Duronia c’è il Museo geofisico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il museo può essere visitato su prenotazione. Contatti e riferimenti Per le visite contattare: museogeofisicoduronia@ingv.it. Lo sapevi che… In passato, il 23 di Agosto c’era il raduno dei partecipanti alla sfilata della “Dodda”. Centinaia di persone, tra donne, uomini e bambini, con costumi tradizionali, si ritrovavano per dar vita ad un evento che rievocava una tradizione mai sopita nella memoria storica dei duroniesi. Duronia dispone di un complesso bandistico chiamato “CIVITAS Duronia” che ogni anno la mattina del 16 agosto, prima della solenne celebrazione in onore del Santo patrono di Duronia, San Rocco, allieta gli abitanti e i turisti per le vie del paese. Un evento nato da poco è la manifestazione “Transumando con le capre di Valerio – L’Andata e Il Ritorno”. Un giovane ragazzo che ha avuto il coraggio di fare una scelta controcorrente ed ambiziosa, aperta a critiche devastanti ma anche ad aspettative potenziali, giustificate dal sacrificio, dalla passione, dalla sapienza e dalla ostinazione, rivalorizzando il pascolo sul vecchio Tratturo. Hai già scoperto cosa puoi fare in Molise con il Passaporto del Molise? INIZIA DA QUI

toro che emerge dalla nebbia in molise

Toro

Toro, a chi la visitasse la prima volta, smarrendosi nel dedalo di viuzze (le caratteristiche rue) del centro storico e salendo sulla sommità della fiera torre campanaria. Toro sembrerebbe un vascello sospeso nel vuoto, a metà tra il cielo e la verde vallata del fiume Tappino. Sarà per questo che, nel corso dei secoli, non ha mai smesso di far innamorare i suoi tanti ospiti storici tra cui il cardinale Vincenzo Maria Orsini (poi papa Benedetto XIII), che pose nel convento di Santa Maria di Loreto, vero e proprio scrigno di tesori artistici la “sua prediletta stanza”. Cosa vedere a Toro? I visitatori possono ammirare la chiesa di S. Rocco, fuori dalle mura, e la chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, risalente al XI secolo, con la scalinata in pietra e una tavola cinquecentesca attribuita al pittore Giovanni Vincenzo d’Onofrio. La chiesa custodisce anche una stele funeraria romana del terzo secolo, trasformata in fonte battesimale. Il ponte a schiena d’asino, le strutture religiose e la storia millenaria rendono Toro un tesoro da esplorare, offrendo ai visitatori una piacevole immersione nella cultura, nelle tradizioni e nell’architettura molisana. Approfondimenti sul borgo su Turismo in Molise Come raggiungere Toro Da Campobasso: Prendi Via Luigi d’Amato in direzione Via Insorti d’Ungheria, prendi SS645 in direzione di SP56 a Toro Da Isernia: Prendi C.so Giuseppe Garibaldi in direzione di Strada Statale 17, continua su SS17 in direzione di Campobasso, guida in direzione di SP56 a Toro. Luoghi di interesse a Toro Convento di Santa Maria di Loreto Museo Civiltà contadina Chiesa SS. Salvatore Chiesa di S. Rocco Ponte Romanico Contatti e riferimenti Per le visite contattare: Comune: 0874 461101 Mail: info@comune.toro.cb.it Sito web: www.comune.toro.cb.it Ricorrenze a Toro Festa patronale San Mercurio 26 agosto  Fuochi in onore di Sant’Antonio di Padova (1-13 giugno) Lo sapevi che… Le prime tredici sere di giugno si accendono i “fuochi a Sant’Antonio”. In particolare sono assai caratteristici e grandiosi i fuochi dell’ultima sera, quando viene bruciata la “bamboletta”, il fantoccio di paglia e carta colorata issato alla sommità di ogni falò. Non è chiara la simbologia della “bamboletta” (forse a evocare la tredicina oppure la primavera che lascia il posto all’estate). Nessun dubbio, invece, sui banchetti che da qualche decennio accompagnano il rituale. Il Passaporto ti guida nella scoperta dei borghi del Molise? INIZIA IL TUO VIAGGIO

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Provvidenti

Provvidenti è uno dei più piccoli borghi del Molise, conta circa 100 abitanti e si trova a ridosso del tratturo Celano-Foggia, in provincia di Campobasso. Una leggenda narra che il paese attuale sorga sul granaio della città italica di Gerione, distrutta da Annibale Barca nel III secolo a. C. durante il suo passaggio in Italia, nella guerra contro Scipione l’Africano. Approfondimenti di Turismo in Molise Come raggiungere Provvidenti Da Campobasso: Segui Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno in direzione Termoli e svoltare al bivio di Lupara/Casacalenda, Seguire le indicazioni per Casacalenda e proseguire sulla S887 verso Campobasso. Da Isernia: Segui Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno in direzione Termoli e svoltare al bivio di Lupara/Casacalenda, Seguire – le indicazioni per Casacalenda e proseguire sulla 8887 verso Campobasso. Svoltare al primo bivio verso Provvidenti. Luoghi di interesse a Provvidenti Chiesa di Santa Maria Assunta Santuario di Nostra Signora della Libera MAACK – Museo di Arte Contemporanea all’Aperto Ricorrenze 6 Dicembre – Festa Patronale San Nicola Lo sapevi che… La festività più sentita in paese è quella del Patrono San Nicola di Bari, per la cui celebrazione viene cucinato un pasto tipico della tradizione contadina: pane e fave. Durante la notte del 5 Dicembre, le famiglie del paese si riuniscono intorno a un calderone che sprigiona un inconfondibile odore ed il mattino seguente, dopo la benedizione del pane, si accorre tutti dinanzi “lu cavdar” per rifocillarsi. Il pasto viene distribuito anche nelle case e ai passanti, come fosse un dono del Santo al suo popolo. Lo sapevi che il Passaporto del Molise ti guida alla scoperta dei borghi? INIZIA IL TUO VIAGGIO

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Pietrabbondante (Molise): cosa vedere tra Santuario Italico e borgo sannita

Pietrabbondante è uno dei borghi più affascinanti del Molise, conosciuto soprattutto per il celebre Santuario Italico, uno dei siti archeologici più importanti dell’antica civiltà sannita. Situato nell’Alto Molise e affacciato su un paesaggio montano spettacolare, il borgo conserva un forte legame con la storia antica, le tradizioni locali e il territorio circostante. Il paese sorge lungo il tratturo Celano-Foggia, una delle antiche vie della transumanza che per secoli hanno collegato Abruzzo e Puglia, attraversando anche il Molise. Il nome Pietrabbondante deriva probabilmente dalle numerose pietre presenti nell’area, testimonianza delle antiche strutture e dei resti archeologici disseminati nel territorio. Oggi Pietrabbondante rappresenta una tappa fondamentale per chi vuole scoprire la storia sannita e visitare uno dei borghi più belli del Molise. Se stai cercando cosa vedere in Molise visita la nostra guida completa alla regione. Cosa vedere a Pietrabbondante? Il luogo simbolo del borgo è senza dubbio il Santuario Italico, complesso archeologico di straordinaria importanza storica e culturale. Il sito comprende il tempio e il teatro sannita, costruiti tra il II e il I secolo a.C., e rappresenta uno dei più importanti centri religiosi e politici della civiltà sannita. Il teatro italico di Pietrabbondante, situato in posizione panoramica, è considerato uno dei teatri antichi più suggestivi d’Italia. Le gradinate presentano particolari sedili anatomici scolpiti nella pietra, testimonianza dell’elevato livello tecnico raggiunto dall’architettura sannita. Il complesso archeologico mostra chiaramente l’influenza dell’arte greca combinata con la cultura italica. Oltre al santuario, il borgo conserva un centro storico raccolto e autentico, con case addossate alla roccia e scorci panoramici sulle montagne dell’Alto Molise. Tra i luoghi di interesse principali: Santuario Italico Teatro sannita Statua del Guerriero Sannita Chiesa di Santa Maria Assunta Centro storico e panorami montani Nella piazza principale si trova anche la statua del Guerriero Sannita, simbolo della storia e dell’identità del territorio. Tradizioni ed eventi a Pietrabbondante Le tradizioni del borgo sono profondamente legate alla sua storia e alla cultura locale. Durante l’estate il suggestivo teatro sannita ospita il Sannita Teatro Festival, rassegna dedicata alle opere classiche che dal 1974 porta spettacoli e rappresentazioni nel cuore del sito archeologico. Tra le tradizioni più suggestive si trova anche la Ndocciata della vigilia di Natale. Il 24 dicembre le famiglie del borgo accendono grandi falò di ginestre davanti alle proprie case. Al suono delle campane, verso le 17:00, le “ndocce” illuminano il paese creando un’atmosfera molto suggestiva. Gastronomia tipica di Pietrabbondante La cucina locale riflette le tradizioni dell’Alto Molise e della cultura contadina. Tra i piatti tipici più diffusi: polenta a tocchetti con sugo di salsiccia agnello cace e ova, piatto tipico delle festività pasquali scattone polenta con sugo di carne e salsiccia A questi si affiancano prodotti tipici del territorio come formaggi locali, soppressate e salumi artigianali. Per scoprire più piatti tradizionali puoi consultare anche la guida dedicata ai piatti tipici del Molise. Scopri anche dove mangiare vicino Pietrabbondante.  Come raggiungere Pietrabbondante Da Campobasso Percorri la SS647 Fondo Valle del Biferno e prosegui verso la SP74 in direzione di Bagnoli del Trigno. Continua sulla Variante Esterna verso Civitanova del Sannio e successivamente verso Pescolanciano fino a raggiungere Pietrabbondante. Da Isernia Prendi la SS17, poi la SS650 e successivamente la SP78 Aquilonia fino a Pescolanciano, proseguendo poi verso Pietrabbondante. Scopri Pietrabbondante con il Passaporto del Molise Pietrabbondante è uno dei borghi che fanno parte della rete del Passaporto del Molise, il progetto che accompagna i viaggiatori alla scoperta dei borghi più autentici della regione. Visitando il borgo potrai arricchire il tuo itinerario tra storia sannita, natura e tradizioni locali. 👉 Inizia il tuo viaggio tra i borghi del Molise